I delitti contro gli animali divengono presupposto della responsabilità 231 – nuovo articolo 25-undevicies

In data 16 giugno 2025 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 137 la Legge 6 giugno 2025, n. 82, recante “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni per l’integrazione e l’armonizzazione della disciplina in materia di reati contro gli animali”.

La nuova normativa introduce rilevanti aggiornamenti al Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, mediante inserimento del nuovo articolo 25-undevicies, che estende il perimetro della responsabilità amministrativa degli enti ai delitti contro gli animali.

In particolare, l’articolo prevede che, in caso di commissione dei seguenti reati l’ente possa essere destinatario di sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote

  • Art. 544-bis c.p. – Uccisione di animali.
  • Art. 544-ter c.p. – Maltrattamento di animali.
  • Art. 544-quater c.p. – Spettacoli o manifestazioni vietati.
  • Art. 544-quinquies c.p. – Divieto di combattimenti tra animali.
  • Art. 638 c.p. – Uccisione o danneggiamento di animali altrui.

l’ente possa essere destinatario di sanzione pecuniaria fino a cinquecento quote.

In aggiunta, qualora il procedimento venga definito mediante:

  • condanna giudiziale,
  • patteggiamento (art. 444 c.p.p.),
  • decreto penale di condanna (art. 459 c.p.p.),

si prevede l’applicazione di sanzioni interdittive (ex art. 9, comma 2, D.Lgs. 231/2001) per una durata non superiore a due anni, quali:

  • l’interdizione dall’esercizio dell’attività;
  • la sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni;
  • il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione;
  • la pubblicazione della sentenza.

Va evidenziato che tali disposizioni non trovano applicazione nei casi previsti dall’art. 19-ter delle disposizioni di coordinamento e transitorie per il codice penale, a tutela della proporzionalità e coerenza del sistema punitivo.

La data di entrata in vigore della Legge è fissata al 1° luglio 2025.

Ciascuna società dovrà valutare la possibilità di procedere all’aggiornamento del Modello 231, integrando la nuova fattispecie normativa e verificando la necessità di adottare misure organizzative e di controllo idonee a prevenire comportamenti che rientrino nel perimetro dei reati sopra menzionati.